četvrtak, 24. lipnja 2010.

Buonasera, amici vicini e lontani.
Eccovi alcuni versi risalenti al 2006.


Monologhi notturni

"Ecco", dico a quello storpio
sdraiato sugli aghi di pino...
"Stando qui, non sono più
prigioniero dei vuoti giorni,
forestiero nel cuore,
figura alla deriva".

Traccio linee di sogni impercettibili
alla bassezza umana invisibili;
sugli occhi fugaci e spenti
un velo di solitudine...

La notte per un attimo si rischiara,
crolla il muro del buio.
È solo un'illusione.
Incrocio la realtà: luci nulla, il resto ombre.

Volonterose le mani sue fatate
scendono nei meandri dell'oblio
di giorni persi per sempre.
Tormenti non avverto però.

"È chiaro", concludo,
"Anche questa è la strada sbagliata".
Ed alla voce che fra le pareti fredde rimbomba rispondo:
"Vorrei essere un granellino di sabbia,
dalle onde farmi trasportare
per sapere dove finisce il mare".

srijeda, 23. lipnja 2010.

Blijeda rijeka

Pustiti se,
poput rijeke što daruje
korak
mlakom uzdisaju kamena

Otete pukotine, krhotine sjena,
blizanke nestale u strujanju,
izvrnute
u blijedom koritu

Ostaju gomile, želje,
neostvareni trenuci,
ukopani
godinama zaboravljeni

Ubijeđeni sumnjom
dodirom se miluju,
pa u blato propadaju.

ponedjeljak, 21. lipnja 2010.

Radni dan u žnj-molu


Dragi dnevniče
iduće jutro pamtim
hrpu sivu neispavanu
psovke prstima
po noćnom ormariću.

Zaudara mi buđenje
nervoza i skolioza
tražim pet minuta
potrbuške i leđno.

Kilavi dah, mamurni hod
do jednosjeda i nazad
za novih pet minuta.